Quando si parla di economia campana il pensiero corre spesso al turismo, all'agroalimentare, al commercio o alla cultura. Esiste però un'altra Campania, molto meno conosciuta dal grande pubblico, che progetta tecnologie destinate a volare a migliaia di metri di quota e, sempre più spesso, oltre l'atmosfera terrestre.
È la Campania dell'aerospazio e della cosiddetta Space Economy.
Dal 23 al 25 settembre la Regione Campania è presente al BEX 2026 – Beyond Exploration, manifestazione ospitata al Rimini Expo Centre e dedicata alle nuove frontiere dell'economia spaziale.
La partecipazione campana coinvolge dieci realtà del territorio e vede la presenza, tra gli altri, del Distretto Aerospaziale della Campania e del CIRA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali.
Dietro una definizione apparentemente futuristica come “economia dello spazio” esiste ormai un mercato estremamente concreto.
Satelliti, sistemi di comunicazione, osservazione della Terra, navigazione, sicurezza, monitoraggio ambientale, gestione delle emergenze e trasmissione dei dati sono soltanto alcuni degli ambiti nei quali le tecnologie sviluppate per il settore spaziale trovano applicazione.
La Campania parte da una posizione significativa grazie alla presenza di aziende specializzate, centri di ricerca e università che negli anni hanno costruito competenze riconosciute anche fuori dai confini regionali.
Il vero tema, tuttavia, è comprendere come trasformare queste competenze in sviluppo economico e occupazione qualificata.
L'aerospazio richiede infatti ingegneri, informatici, ricercatori, tecnici specializzati e figure professionali altamente formate. Per una regione che da decenni deve confrontarsi con la partenza di tanti giovani laureati verso altre aree d'Italia o all'estero, la crescita di una filiera ad alto contenuto tecnologico può rappresentare un'opportunità importante.
Non basta però avere eccellenze isolate. La sfida consiste nel creare un ecosistema capace di mettere in comunicazione università, ricerca pubblica, grandi aziende e piccole e medie imprese.
È proprio in questo contesto che manifestazioni come il BEX assumono un significato che va oltre la semplice presenza istituzionale: diventano occasioni per costruire collaborazioni, presentare competenze e intercettare investimenti.
C'è inoltre un aspetto culturale.
Per troppo tempo il Mezzogiorno è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso le sue emergenze. Raccontare anche l'industria aerospaziale significa mostrare una parte diversa del territorio: quella che produce innovazione e ricerca.
Naturalmente le potenzialità non devono essere confuse con risultati già acquisiti. La crescita della Space Economy richiederà investimenti, programmazione e capacità di trattenere sul territorio le competenze formate nelle università.
Ma proprio qui potrebbe giocarsi una parte del futuro industriale della Campania.
Perché lo spazio può sembrare lontanissimo. In realtà, una parte di quella corsa verso il futuro passa già dalle aziende, dai laboratori e dalle università della nostra regione.