Due scosse di terremoto violentissime, la più forte di magnitudo 7.5, a breve distanza una dall'altra, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici. Panico e disperazione tra la gente che in pochi minuti ha perso tutto, nella capitale Caracas, come in una vasta zona a ovest del Paese. Si teme una strage. La presidente ad interim Delcy Rodriguez che ha dichiarato lo stato di emergenza ha fatto un primo bilancio: almeno 164 morti e quasi mille feriti. Estratti vivi tre fratellini dalle macerie di La Guaira, uno dei centri più colpiti. Gravemente danneggiato l'aeroporto internazionale della capitale che ha sospeso i voli: in tante aree dello scalo il tetto è crollato, con scene di panico tra i passeggeri. In pochi minuti sono saltate le comunicazioni telefoniche, messe sotto pressione dalle chiamate dei milioni di venezuelani che vivono all'estero, ansiosi di avere informazioni dei propri cari. Sospeso anche il rifornimento del gas per motivi di sicurezza. La gente si è riversata per strada in stato di shock. Aiuti e solidarietà da tutto il mondo, che arrivano anche da Papa Leone XIV. Il Pontefice ha inviato un primo aiuto di 100mila euro al Paese, una cifra concordata dopo i contatti con il nunzio nel Paese e l'arcivescovo di Caracas.