GIANCARLO SIANI, 41 ANNI DOPO NAPOLI NON DIMENTICA: IL GIORNALISMO COME SCELTA DI LIBERTÀ
23/09/2026

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GIANCARLO SIANI, 41 ANNI DOPO NAPOLI NON DIMENTICA: IL GIORNALISMO COME SCELTA DI LIBERTÀ

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di Daniele Ivan Romano

Il 23 settembre 1985 la camorra assassinava il giovane cronista. Oggi Napoli lo ricorda con una nuova opera d’arte sulle scale che portano il suo nome.

Quarantuno anni sono tanti. Eppure ci sono storie sulle quali il tempo sembra non riuscire a depositare polvere.

Quella di Giancarlo Siani è una di queste.

Era il 23 settembre 1985 quando il giovane giornalista de Il Mattino venne assassinato dalla camorra sotto casa, al Vomero. Aveva 26 anni.

Oggi Napoli lo ha ricordato ancora una volta. E lo ha fatto proprio nel luogo nel quale la sua vita fu spezzata.

Sulle scale che portano il suo nome è comparsa una nuova opera dell’artista Mauro Maurizio Palumbo: il volto sorridente di Giancarlo è la prima sagoma di un progetto promosso dal Comune di Napoli destinato a svilupparsi lungo l’intera scalinata.

Un sorriso che diventa memoria, ma soprattutto testimonianza.

Perché ricordare Siani non può significare soltanto celebrare ogni 23 settembre un giornalista assassinato. Significa interrogarsi ancora oggi sul significato più profondo di un mestiere che ha nella ricerca della verità la propria ragione d’essere.

Il prefetto di Napoli Michele di Bari lo ha definito oggi “un uomo della verità”, ricordando ai giovani l’esempio di un giornalista che non scelse di voltarsi dall’altra parte.

Ed è probabilmente proprio questo il punto.

Siani non aveva a disposizione i mezzi tecnologici di oggi. Non esistevano social network, smartphone o giornali online. C’erano una macchina da scrivere, un taccuino, il telefono, le fonti e soprattutto la capacità di osservare ciò che accadeva intorno a lui.

Raccontava Torre Annunziata e gli equilibri criminali di un territorio nel quale comprendere e scrivere determinate cose poteva significare esporsi personalmente.

Lo fece ugualmente.

Per questo, quarantuno anni dopo, la storia di Giancarlo Siani appartiene non soltanto alla memoria di Napoli, ma al giornalismo italiano.

E per chiunque oggi abbia il privilegio e la responsabilità di firmare un articolo, entrare in uno studio radiofonico, accendere un microfono o dirigere una testata, il suo ricordo conserva un significato particolare.

Perché il giornalismo può cambiare strumenti, linguaggi e piattaforme.

Ma non dovrebbe mai cambiare il suo dovere di cercare e raccontare la verità.

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