Ci sono luoghi nei quali il passato non ha bisogno di essere immaginato. Basta entrarci.
L'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere è uno di questi. Ed è proprio qui che il 25 e 26 settembre torna il Festival di Teatro Classico Antica Capua, giunto alla seconda edizione.
Per due giorni uno dei più importanti complessi archeologici della Campania diventa uno spazio nel quale archeologia, teatro e nuove generazioni possono incontrarsi.
Il programma coinvolge studenti e universitari attraverso rappresentazioni ispirate ai grandi autori del teatro antico, da Sofocle a Eschilo fino ad Aristofane.
Una scelta particolarmente significativa proprio per il luogo nel quale avviene.
L'Anfiteatro Campano è infatti uno dei monumenti simbolo dell'antica Capua e viene generalmente indicato tra i più grandi anfiteatri dell'età romana. Sorge in un territorio che conserva testimonianze straordinarie della propria storia e che continua ad avere nell'archeologia una delle sue risorse culturali più importanti.
Portare i giovani all'interno di questi spazi significa cambiare il modo di raccontare il patrimonio.
Un sito archeologico non deve essere necessariamente un luogo nel quale osservare reperti mantenendo una distanza tra visitatore e storia. Può diventare anche uno spazio vivo, capace di ospitare teatro, musica, divulgazione e formazione, purché tutto avvenga nel rispetto della tutela del monumento.
Il Festival Antica Capua segue proprio questa direzione.
Particolarmente interessante è il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni. I classici vengono spesso percepiti dagli studenti come testi lontani, appartenenti a un mondo che sembra avere poco a che fare con la quotidianità.
Eppure basta rileggere quelle opere per accorgersi di quanto i temi affrontati siano ancora attuali: il potere, la guerra, la famiglia, la giustizia, l'amore, il rapporto tra individuo e società.
Vederli rappresentati all'interno di un luogo che porta ancora i segni del mondo antico può trasformare una lezione in un'esperienza.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è inoltre prevista un'apertura serale straordinaria dell'Anfiteatro Campano, con ingresso simbolico a un euro nella serata di sabato 26 settembre.
È un'occasione che permette di riscoprire anche un territorio che troppo spesso rimane fuori dai grandi circuiti turistici campani dominati da Napoli, Pompei, Capri, Ischia e Costiera Amalfitana.
Santa Maria Capua Vetere custodisce invece un patrimonio che merita una visibilità molto maggiore.
Manifestazioni come questa possono contribuire proprio a questo: trasformare l'archeologia da testimonianza del passato a risorsa culturale del presente.
Perché un monumento continua davvero a vivere quando una comunità torna ad attraversarlo, conoscerlo e raccontarlo.