"Gli Stati Uniti hanno violato il cessate il fuoco" stabilito con l'Iran l'8 aprile, primo segnale di distensione dopo l'inizio del conflitto del 28 febbraio. A dichiararlo, un portavoce delle forze armate di Teheran, secondo cui gli Usa hanno preso di mira una petroliera iraniana in movimento dalle acque costiere iraniane, oltre a un'altra nave in ingresso nello Stretto di Hormuz di fronte al porto emiratino di Fujairah. Ma Donald Trump ha minimizzato: gli attacchi, successivi al bombardamento dei cacciatorpediniere statunitensi nello Stretto di Hormuz, sono stati soltanto un love tap, un "buffetto", ha detto il tycoon durante un'intervista ad Abc News. E poi ha aggiunto: "Il cessate il fuoco continua. È in vigore". Intanto, però, la tensione tra i due Paesi non accenna ad allentarsi: "In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo, e in fretta", è il messaggio dell'inquilino della Casa Bianca al regime degli Ayatollah. "Gli aggressori iraniani sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni utilizzate per rimpiazzare la loro Marina militare, ormai totalmente decapitata", ha spiegato Trump sottolineando che contro le navi americane sono stati lanciati "missili e droni". Un Paese "normale avrebbe consentito il passaggio di questi cacciatorpediniere, ma l'Iran non è un Paese normale. È guidato da pazzi che, se avessero l'opportunità di utilizzare un'arma nucleare, lo farebbero senza esitazione". Continua lo scontro sul campo: le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono state impegnate contro droni e missili lanciati dall'Iran, nonostante la tregua.