La Marina militare italiana è pronta a intervenire in operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz con quattro navi, ma solo in condizioni di sicurezza e a ostilità concluse. È quanto affermato dal capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe Berutti Bergotto, che è intervenuto in Commissione Difesa alla Camera, delineando capacità operative, limiti e rischi legati a uno degli snodi più sensibili del traffico marittimo globale. Intanto, dopo il fallimento del secondo round dei negoziati, collassato ancora prima di iniziare, il conflitto tra Iran e Stati Uniti si regge ancora in bilico su una fragile tregua. I media americani dipingono una situazione sempre più difficile per l'esercito americano, che starebbe esaurendo le scorte a ritmi molto più sostenuti rispetto all'Iran. I pasdaran minacciano di prendere di mira le raffinerie di petrolio vicine al Golfo Persico. Intanto, i media iraniani riferiscono che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha preso di mira tre navi nello Stretto di Hormuz e affermano che due di queste, la Msc Francesca ed Epaminondas, sono state "sequestrate" e dirette verso la costa iraniana.