Liam Ramos, un bambino di cinque anni, è stato fermato dagli agenti dell’immigrazione statunitense mentre rientrava a casa da scuola alla periferia di Minneapolis ed è stato successivamente trasferito, insieme al padre, in un centro di detenzione in Texas. Secondo quanto riporta il Washington Post, padre e figlio sarebbero stati arrestati sul vialetto di casa. Il piccolo sarebbe stato utilizzato come "esca" per consentire agli agenti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) di fermare il genitore.
Il caso di Liam non sarebbe isolato. Nelle ultime due settimane, infatti, altri tre studenti dello stesso distretto scolastico sarebbero stati fermati dagli agenti dell’immigrazione: due ragazzi di 17 anni e una bambina di dieci. Episodi che stanno alimentando preoccupazione e tensione all’interno della comunità locale. A suscitare particolare indignazione è stata anche la diffusione di una fotografia diventata virale sui social network. L’immagine ritrae Liam con uno zainetto sulle spalle e un berretto di lana blu, affiancato da agenti con il volto coperto e armati. Una scena che ha provocato una forte reazione emotiva e acceso il dibattito sulle modalità operative dell’Ice e sull’impatto di queste azioni sui minori.
L’operazione Metro Surge è l’azione avviata dalla United States Immigration and Customs Enforcement (Ice) con l’obiettivo di individuare ed espellere immigrati irregolari, avviata formalmente il primo dicembre 2025 nell’ambito di un’intensificazione delle attività dell’agenzia. Nei comunicati del dipartimento per la Sicurezza interna (DHS), l'Ice descrive l’operazione come mirata alla cattura dei cosiddetti “worst of the worst aliens”, ovvero stranieri responsabili di gravi reati, ma diverse analisi dei dati indicano che una larga parte delle persone arrestate non risulterebbe avere precedenti penali negli Stati Uniti. Con la seconda amministrazione Trump, la lotta all’immigrazione illegale torna centrale: il bilancio federale 2025, ribattezzato Big Beautiful Bill, rende l’Ice l’agenzia più finanziata della storia del Paese.
Minneapolis è al centro di forti tensioni dopo una serie di operazioni dell’Ice che hanno suscitato proteste e polemiche. Un cittadino statunitense ha denunciato di essere stato allontanato dalla propria abitazione senza mandato, dopo che agenti federali avrebbero forzato la porta di casa puntandogli le armi contro. L’uomo è stato condotto in strada in biancheria intima, con temperature vicino allo zero, indossando solo sandali e avvolto in una coperta. Ancora più grave l’episodio avvenuto nel quartiere residenziale di Powderhorn, dove un’agente dell’Ice ha sparato e ucciso Renee Nicole Good, 37 anni, durante un’operazione contro l’immigrazione irregolare nella comunità. Con oltre duemila agenti dispiegati in città, il sindaco Jacob Frey ha parlato di “caos” e ha chiesto pubblicamente il ritiro delle forze federali, mentre l’amministrazione Trump ha avviato un’indagine contro il sindaco e il governatore Tim Walz per presunta ostruzione alle attività dell’Ice.