Morti in ambulanza: Spada si dichiara innocente
17/04/2026

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Morti in ambulanza: Spada si dichiara innocente

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Il caso dei morti sospetti in ambulanza. Si è dichiarato innocente davanti al Gip Luca Spada, il 27enne ex soccorritore della croce rossa, arrestato per la morte dell'85enne Deana Mambelli. Nelle oltre quattro ore di interrogatorio "ha risposto a tutte le domande", hanno riferito i suoi avvocati. Il giovane, indagato anche per altre cinque morti sospette, è accusato di aver iniettato aria in vena alle vittime con un'iniezione. Le accuse si basano anche su alcune intercettazioni: “Qualcuno deve morire”; “Dobbiamo seccarne un altro”, dice lui al telefono con la propria compagna o con dei colleghi. E anche: "Mi è piaciuto, lo rifarò". Dichiarazioni che, secondo la difesa, fanno invece parte di un modo di esprimersi di chi lavora in emergenza. 

Luca Spada ha risposto alle domande del giudice, "punto per punto, punto per punto". Quattro ore di interrogatorio di garanzia dove il 27enne di Meldola, "si è dichiarato innocente, lo ha ripetutamente ribadito". Lo hanno spiegato all'uscita del tribunale di Forlì i suoi difensori, avvocato Marco Martines e Gloria Parigi.

"In certi momenti si è commosso, come è normale che sia in una vicenda che coinvolge un'intera vita e con il rischio dell'ergastolo", hanno detto i legali che si riservano di presentare nei prossimi giorni un'istanza di scarcerazione. Spada avrebbe risposto "a tutto, anche alle domande più sgradevoli, sui messaggi, sulla dinamica, sui suoi comportamenti, sulle spiegazioni, sulle possibili causali di questa morte non provocata da lui", in riferimento al decesso di Deanna Mambelli, del 25 novembre. La misura di custodia cautelare riguarda infatti solo questo presunto omicidio dei sei contestati dalla Procura di Forlì.

L'anziana, nell'ipotesi di accusa, sarebbe stata uccisa con un'iniezione d'aria, che avrebbe provocato un'embolia gassosa. Ma "lui ha negato di aver insufflato l'aria, non ha usato nessuno strumento", hanno spiegato gli avvocati ai giornalisti. Sulle chat e le intercettazioni, dove Spada si esprimeva dicendo di "aver fatto dei morti" l'avvocato Martines ha detto che si tratta di un gergo di certi ambienti di lavoro, "che può essere sgradevole, riprovevole, ma esiste, dobbiamo farcene una ragione. Non rappresenta affatto la persona che noi difendiamo".

E ancora sui rapporti con agenzie funebri, l'indagato avrebbe risposto di aver avuto rapporti di amicizia con un'unica società. Sull'accusa di aver tentato di disinnescare, con un cacciavite, le telecamere installate dagli investigatori in ambulanza, gli avvocati hanno detto che "voleva riavvitare un vano" del mezzo di soccorso. E infine sul possesso di oggetti come i bisturi, è stato detto che Spada, che qualche volta "dava la sua opera anche al 118 vero e proprio e non ai soli trasporti secondari", si sarebbe portato dietro "supporti di pronto uso" per poterli passare, al bisogno, a un infermiere. "L'autista - hanno detto i legali - deve essere pronto a tutto quello che l'infermiere gli chiede di dargli è buona prassi averli dietro". 

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