“Quantistico” è una di quelle parole che sembrano appartenere più alla fantascienza che alla vita quotidiana.
Eppure molte delle tecnologie sulle quali governi, università e grandi aziende stanno investendo potrebbero nei prossimi anni modificare profondamente il modo in cui elaboriamo informazioni, proteggiamo le comunicazioni e affrontiamo problemi estremamente complessi.
Anche Napoli vuole essere parte di questa trasformazione.
Il 25 settembre il Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” dell'Università Federico II ospita la Napoli Quantum Experience, giornata dedicata alle tecnologie quantistiche e alle loro applicazioni.
Tra i temi affrontati figurano il Quantum Computing e la Quantum Communication, settori nei quali la ricerca internazionale sta facendo passi importanti.
Ma cosa significa concretamente?
Un computer quantistico funziona secondo principi profondamente differenti rispetto ai computer tradizionali. Senza entrare in formule e tecnicismi, l'obiettivo è sfruttare le proprietà della meccanica quantistica per affrontare determinate categorie di problemi con modalità che i sistemi informatici tradizionali non possono replicare facilmente.
Questo non significa che domani butteremo via il nostro computer per sostituirlo con uno quantistico.
Le applicazioni più promettenti riguardano inizialmente settori estremamente complessi: simulazioni scientifiche, ricerca di nuovi materiali, ottimizzazione, crittografia e alcune applicazioni legate all'intelligenza artificiale.
Accanto al calcolo esiste poi il grande capitolo delle comunicazioni quantistiche, che punta allo sviluppo di sistemi di trasmissione delle informazioni con caratteristiche di sicurezza particolarmente avanzate.
In questo scenario Napoli può contare su un patrimonio spesso poco conosciuto al di fuori degli ambienti accademici.
La Federico II è impegnata nella ricerca del settore e la Napoli Quantum Experience offre l'opportunità di conoscere infrastrutture e progetti sviluppati sul territorio, tra cui il computer quantistico Partenope e attività legate al Quantum Internet Testbed.
Il valore dell'iniziativa sta anche nella divulgazione.
Quando una tecnologia viene raccontata soltanto attraverso termini incomprensibili, il rischio è che la società la percepisca come qualcosa di distante. E invece dietro la ricerca quantistica potrebbero esserci alcune delle professioni e delle imprese dei prossimi decenni.
Per Napoli e per la Campania la questione diventa quindi anche economica e occupazionale.
Formare oggi studenti e ricercatori in settori altamente innovativi significa provare a costruire sul territorio competenze che domani potrebbero essere richieste in tutto il mondo.
La sfida sarà evitare che quelle competenze, una volta formate, siano costrette ad andare altrove per trovare opportunità.
Il futuro quantistico non è ancora scritto e molte promesse della tecnologia devono essere dimostrate sul campo.
Ma una cosa è già chiara: la ricerca è iniziata.
E Napoli vuole esserci.