Per la città di Niscemi, colpita dalla frana, "c'è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione". Lo ha annunciato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. In una situazione che non dà segno di stabilizzarsi, e anzi si aggrava di minuto in minuto, il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha provato a dare una misura della tragedia: "È peggio del Vajont".
Ciciliano e il paragone con il 1963 "Io do soltanto un dato, che riesce a dare la cifra. In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è di circa 350 milioni di metri cubi", ha spiegato Ciciliano intervistato da SkyTg24. "Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont". La frana, spiega Ciciliano, è ancora attiva: "La fascia di rispetto arretra a mano a mano verso il centro cittadino. All'interno sono stati evacuati 1.276 cittadini, circa 500 nuclei familiari allontanati in maniera precauzionale. Molte di queste persone non potranno mai più tornare nelle proprie case". Queste abitazioni, ha spiegato, saranno completamente distrutte dall'avanzamento della frana o non potranno più essere ripopolate.
La sospensione delle rate "Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge", ha aggiunto. Musumeci riferirà in Aula il 4 febbraio alle 11, nonostante le opposizioni abbiano a più riprese chiesto che a prendere il podio sia la premier Giorgia Meloni.
Musumeci: "L'area rossa è destinata ad allargarsi. Proporrò indagine amministrativa" Musumeci, intervistato in radio, ha reso noto di aver costituito un team di esperti per valutare il fenomeno e in particolare se il fronte della frana possa "arretrare negli anni verso il centro abitato". Per il governo e la Protezione civile "è importante consentire alle famiglie costrette ad allontanarsi dalle loro case, molte delle quali non potranno più tornare, offrire loro la possibilità di un tetto dignitoso - ha sottolineato ancora Musumeci -. Il Comune individui un'area alternativa e noi siamo pronti a intervenire".
Il ministro per la Protezione civile ha inoltre sottolineato che proporrà in Consiglio dei ministri un'indagine amministrativa per valutare perché dopo la frana del 1997 non è stato fatto alcun intervento. Musumeci fa riferimento a omissioni e superficialità: "Si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. Tutto questo va valutato con un'indagine amministrativa. Ne parlo al Consiglio dei ministri. È importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e perché siamo arrivati a un punto di non ritorno. Nel 1997 non si è intervenuti: vorrei capire se c'è stata una sottovalutazione del fenomeno".
Autorità di Bacino: area di rischio Niscemi estesa di 25 km quadrati "Domani disporrò con decreto l'estensione dell'area di rischio a tutela della popolazione di Niscemi di circa 25 chilometri quadrati. In questa area sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta". È la decisione del segretario generale dell'Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro. La zona rossa resterà invece di 150 metri. Il decreto, che aggiornerà il Piano di Assetto Idrogeologico, riguarda l'area che si estende a valle del costone crollato e si è reso necessario dopo il monitoraggio effettuato dei tecnici.
Fitto: "Massimo impegno e sostegno dell'Ue" "Confermo il massimo impegno per garantire un sostegno efficace e concreto per offrire risposte tempestive alle comunità" di Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dal ciclone Harry, ha scritto su X il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, che ha spiegato di essersi confrontato con il ministro Nello Musumeci e i presidenti delle regioni Sicilia Renato Schifani, Calabria Roberto Occhiuto e della Sardegna Alessandra Todde. "L'Italia potrà presentare richiesta", per il Fondo di solidarietà, ha aggiunto.
Tajani: "Chiederemo l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà" Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che l'Italia intende "chiedere l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà" per Calabria, Sicilia e Sardegna. "Adesso dovranno essere preparati le analisi e i dati dalla Protezione civile", ha spiegato Tajani. "Ne abbiamo parlato anche al Consiglio dei ministri, è giusto procedere come sempre abbiamo fatto" e "c'è sempre stata una risposta generosa da parte dell'Europa".
Ciciliano: "La frana va verso il centro città" "La frana è ancora attiva, la fascia di rispetto arretra a mano a mano verso il centro cittadino". Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, parlando a SkyTg24. "All'interno della fascia di 150 metri sono stati evacuati 1.276 cittadini, circa 500 nuclei familiari allontanati in maniera precauzionale. All'interno di queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case". Queste abitazioni, ha spiegato, saranno completamente distrutte dall'avanzamento della frana o non potranno più essere ripopolate.
Musumeci: "Linea di fronte si allargherà di 400 metri" Anche il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, ha confermato le informazioni fornite da Ciciliano: "La linea di fronte è di oltre 4 chilometri, la frana ha creato un burrone di oltre 50 metri e non sappiamo quanto possa ancora estendersi. I tecnici hanno suggerito 150 metri, per altre 400 metri in larghezza: significa centinaia di case coinvolte nella zona rossa". Il ministro ha poi aggiunto: "La gente di Niscemi mi chiede "posso costruire a mia figlia o mio figlio una casa o ammodernare quella nella quale oggi vivo, che è a 200 metri dalla linea del fronte franoso. E se la linea poi si riduce di 50 metri, di 100 metri, fra 10 venti o 30 anni, i miei figli erediteranno una casa che dovranno abbattere o che vedranno crollare?"
Dal Pnrr nessun fondo per Niscemi Nessuno dei 46 progetti per il contrasto al dissesto idrogeologico in Sicilia finanziati col Pnrr riguarda Niscemi. Come scrive Repubblica, nonostante da 30 anni si studiasse - e annunciasse - una possibile frana, nessuno avrebbe chiesto un progetto ad hoc per questa zona.
In tutto sono stati stanziati 99,3 milioni di euro, di cui 43,4 già pagati (il 43,7%). I fondi erano destinati a rispondere "al crescente bisogno di risanare il territorio danneggiato da eventi idrogeologici, mettendo in sicurezza le aree vulnerabili e riducendo i rischi per la popolazione", ma nessuno avrebbe chiesto l'inserimento di Niscemi nei progetti da finanziare. Tredici progetti sono ancora in corso, mentre gli altri 33 sono stati completati o sono in fase di collaudo. Tutti fanno capo alla Protezione civile regionale.
Conte: "Musumeci venga in aula" "Ritengo che il ministro Musumeci, come ogni ministro, debba subito venire a riferire in Parlamento. A riferire anche del fatto se conosceva, e certo che doveva conoscere, la situazione di Niscemi, le denunce che gli erano state fatte sui rischi geologici. Risponda di questo e poi il Movimento 5 stelle valuterà nel merito". Lo riferisce il presidente del M5s Giuseppe Conte che critica anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: "È andata a Niscemi ma non ha parlato con la popolazione: può venire in aula a fare dibattito e metterci la faccia?".
Calenda: "Regione Siciliana va commissariata" "Emergono sempre più chiare le responsabilità della Regione Siciliana sulla frana di Niscemi. Le autorità tecniche avevano avvertito più volte la regione già nel 2022. Come ripetiamo da anni oramai, la Sicilia va commissariata non essendo più in grado di garantire i servizi essenziali e la sicurezza dei cittadini. Lo scrive in un post social il leader di Azione, Carlo Calenda che aggiunge: "Dare ulteriori risorse alla Regione significa solo e unicamente vederle sparire in quella voragine di clientelismo e corruzione che ben conosciamo. Il governo agisca subito in questo senso".
Caritas lancia raccolta fondi per popolazioni colpite La Caritas Italiana ha deciso di attivare una raccolta fondi a livello nazionale per dare risposte concrete ai bisogni delle popolazioni colpite: sostegno agli sfollati e alle persone più vulnerabili, percorsi di supporto alle comunità, interventi di ripristino e accompagnamento nel tempo. "Fin dalle prime fasi dell'emergenza- si legge in una nota-, Caritas Italiana, attraverso il Servizio Emergenze, ha attivato un presidio di coordinamento e monitoraggio in stretto raccordo con le Delegazioni regionali e le Caritas diocesane dei territori interessati per individuare le principali esigenze emergenti. Se per Niscemi l'attenzione si è concentrata sulle condizioni delle famiglie rimaste senza casa o costrette a lasciare le proprie abitazioni ormai inagibili e sulle prospettive legate a un possibile prolungamento dello sfollamento, in Sicilia, Calabria e Sardegna le Caritas diocesane hanno rilevato criticità diffuse, tra cui danni ad abitazioni, strutture comunitarie e servizi, nonché difficoltà legate alla viabilità e alla ripresa delle attività locali".