Autotrasportatori, l’ultimatum dalla Sicilia: «Se non arrivano subito i bonifici blocchiamo tutto»
Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasportatori siciliani, chiede pagamenti immediati. A Milano il confronto tra governo e rappresentanti del settore sul caro carburanti.
La protesta degli autotrasportatori siciliani resta aperta e la richiesta è netta: servono risorse disponibili in tempi rapidi. A ribadirlo è Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasportatori siciliani, intervenuto il 20 ottobre a Tgcom24 con un avvertimento: senza l’arrivo dei bonifici, la mobilitazione proseguirà.
Secondo quanto dichiarato da Bella, i mezzi sono fermi nei parcheggi delle aziende e l’adesione alla protesta è totale. Una valutazione espressa dal rappresentante del Comitato, che descrive così la partecipazione alla mobilitazione nell’isola.
Al centro della vertenza c’è il caro carburanti, che pesa sui costi del trasporto e sulla liquidità delle imprese. La protesta siciliana si inserisce nelle mobilitazioni che hanno interessato anche altre regioni del Mezzogiorno, con modalità e iniziative differenti.
Sul fronte istituzionale, il confronto con il governo è arrivato a Milano. L’incontro tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le associazioni nazionali, inizialmente previsto per il 27 ottobre, è stato anticipato al 20. In programma anche un confronto con i rappresentanti dei gruppi spontanei protagonisti delle proteste al Sud.
Dalle associazioni nazionali è arrivata una prima valutazione positiva sugli impegni annunciati durante la riunione, accompagnata però dalla richiesta di pagamenti certi e misure concretamente utilizzabili. Confartigianato Trasporti riferisce dell’annunciato sblocco dei pagamenti relativi ai crediti d’imposta sul gasolio e dell’aumento delle risorse destinate alla misura.
Resta dunque decisivo il passaggio dagli annunci all’effettiva disponibilità degli aiuti. È su questo punto che si concentra l’ultimatum del coordinatore siciliano: per le imprese ferme, la risposta attesa deve tradursi in sostegno economico concreto.