In diretta streaming, il prossimo dicembre. Come affermato dal Pentagono, la fucilazione mediante plotone d'esecuzione di Nidal Malik Hasan, l'autore della sparatoria di Fort Hood, sarà visibile a tutti. A queste parole fanno eco quelle del segretario alla Difesa Pete Hegseth, secondo cui si farà in modo "che la gente possa assistervi, che sia pubblica". Il tutto sarebbe un'altra prima volta, in negativo: gli Stati Uniti non hanno condotto un'esecuzione pubblica in 90 anni.
La decisione del Pentagono, quella di trasmettere in diretta la fucilazione, è una decisione che riapre un vecchio capitolo di storia americana. Per circa nove decenni, le esecuzioni negli Stati Uniti sono state sostanzialmente eventi privati. Consentire al mondo di assistere, a dicembre, al momento in cui Hasan affronterà la fucilazione, renderebbe questo evento la prima esecuzione pubblica dai tempi delle due impiccagioni avvenute negli anni '30 in Kentucky e Missouri, che attirarono grandi folle.
A quell'epoca, le esecuzioni pubbliche erano considerate sia un deterrente contro la criminalità sia cerimonie popolari. E molte persone erano abituate a parteciparvi. Genitori e insegnanti vi portavano spesso con sé i bambini per impartire loro una lezione. Addirittura, tali eventi prevedevano talvolta la presenza di un coro, di un predicatore che teneva un "sermone dell'esecuzione" e del condannato che rivolgeva un lungo discorso alla folla. Insomma, costituivano quasi uno show.
Che l'esecuzione pubblica di Hasan possa essere un evento in grado di lasciare strascichi in futuro, è un qualcosa affermato dagli esperti. Elisabeth Semel, co-direttrice della Death Penalty Clinic presso la facoltà di legge dell'Università della California a Berkeley, ha affermato che l'annuncio solleva numerosi interrogativi di natura giuridica e di politica pubblica, tra cui preoccupazioni per la dignità dell'imputato e dubbi su chi avrà titolo ad assistere all'esecuzione. Le implicazioni sociali legate alla questione non sono da sottovalutare.
La strage di Fort Hood è stata un attacco terroristico avvenuto il 5 novembre 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas. Il maggiore Nidal Malik Hasan, uno psichiatra militare statunitense di origine palestinese, entrò in un edificio di supporto medico della base e aprì il fuoco con una pistola semiautomatica contro i soldati presenti. Morirono 13 persone, 12 militari e un civile, e rimasero ferite più di 30 persone, prima che l'aggressore fosse colpito e immobilizzato dalla polizia.
La decisione delle autorità statunitensi di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione del condannato per omicidio Nidal Hasan equivarrebbe a tortura: lo ha dichiarato l'Onu. "La trasmissione in diretta streaming di un'esecuzione equivale a un'esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura", ha affermato l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani in un messaggio inviato all'Afp.